Oltre la battaglia

06.11.2024

Su quella riva del fiume mi ci sono seduta. Ho aspettato che il nemico passasse. Poi mi sono detta: vabbè… mica ho tanta voglia di vederti sconfitto. La verità è che il tuo passo pesante ha lasciato impronte nel mio cuore, segni indelebili di battaglie combattute tra noi.

Ho osservato il fiume, le acque che scorrevano, come se raccontassero storie di addii e di rinascite, di speranze infrante e di sogni che si sciolgono al sole. In quel silenzio, ho percepito la fragilità del momento: il nemico non era solo un avversario, ma anche un riflesso di ciò che avrei potuto essere. Non c'era gioia nella sua caduta, solo una tristezza profonda che abbracciava il mio spirito.

Ho chiuso gli occhi, lasciando che il vento mi accarezzasse il viso. Ogni respiro era un invito a lasciar andare, a perdonare, ma anche a ricordare. Perché a volte, è nella fragilità dei legami che si nascondono le verità più profonde, quelle che non vogliamo affrontare, ma che ci definiscono.

Mi sono alzata, e con ogni passo che mi allontanava da quel fiume, ho capito che il vero nemico non era mai stato tu, ma la paura di affrontare ciò che ero diventata in tua presenza.

Così, ho deciso di abbracciare la mia vulnerabilità, accettando che la vita non è sempre una battaglia da vincere, ma un viaggio da vivere.

©Maruska Panaccio

© 2020  La libertà di Elisabetta , Maruska Panaccio.

©️2025 Il coraggio di ricominciare, Maruska Panaccio

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